Madreterrablog.it: nuova veste grafica ma stessa anima green

Come annunciato sul vecchio blog, per Madreterra era giunto il momento di rinnovarsi. Ecco perchè ha cambiato “casa“, veste grafica, logo ed ora è pronto per ripartire.

Per alcuni mesi il blog è rimasto fermo. L’assenza da questo mio spazio green è stata causata da molti eventi che mi sono capitati: sono tornata a vivere in Liguria, sono caduta nella frenesia lavorativa (classico purtroppo), mi sono sposata ed ora sono una quasi eco-mamma in attesa del mio piccolo Giuseppe.

Nato nel lontano 2008, Madreterra aveva bisogno di fare un salto di qualità, avere uno spazio tutto suo e adottare un nuovo look.

Al momento ho deciso che madreterra.wordpress.com continuerà ad esistere ancora per alcuni mesi dopodichè verrà cancellato. I contenuti però non andranno persi: potrete continuare a leggere i vecchi post in questo nuovo spazio www.madreterrablog.it

Mi auguro che mi accompagnerete in questo nuovo percorso e che avrete piacere di trascorrere del tempo in questo “nuovo” angolo verde! Benvenuti!

Logo Madreterra

SuperGreentire: un supereroe nel riciclo delle gomme

Sapete che fine fanno gli pneumatici delle vostre auto una volta sostituiti perché giunti al termine del loro ciclo di vita? Per legge (e buon senso) devono essere smaltiti correttamente da enti appositi.

Greentire è proprio uno di questi enti, o meglio una società consortile senza scopo di lucro, che si occupa della gestione dei vecchi pneumatici ormai non più utilizzabili (anche detti PFU). In che maniera? Recuperandoli, reinventandoli in nuovi oggetti (come ad esempio in aree bimbi, campi sportivi, strade, edilizia, arredo urbano, …), un modo per sfruttare quello che ancora ha del potenziale e per contribuire alla salvaguardia dell’ambiente.

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La filiera – GREENTIRE

Il Consorzio, oltre a destinare alla “ricerca e sviluppo” parte del contributo versato dal consumatore per la gestione del “fine vita” degli pneumatici, concentra la propria attività sul recupero di materia al fine di ridurre i quantitativi di rifiuti avviati a recupero energetico, in linea con le priorità indicate dalla direttiva europea.
Greentire utilizza unicamente tecnologie che permettono il recupero pressoché totale della gomma, del metallo e delle fibre tessili presenti negli pneumatici: in questo modo, nulla viene destinato all’inceneritore.

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Giornata delle Oasi WWF per salvare l’Amazzonia

Il 18 maggio, in occasione della Giornata Oasi 2014, è possibile visitare gratuitamente le oasi protette dal WWF e partecipare alle tantissime attività organizzate per scoprire e avvicinare alla Natura.

Questa edizione si caratterizza ancora di più per il legame che l’allaccia all’Amazzonia, polmone verde capace di immagazzinare enormi quantità di anidride carbonica come pochi altri sistemi della nostra terra e, attraverso il vapore prodotto dagli alberi, capace di ridurre il riscaldamento del Pianeta. Una vera e propria oasi gravemente minacciata dall’uomo. Estesa per 6,7 milioni km2 e habitat di oltre 2,5 milioni di specie animali tra cui mammiferi, uccelli, insetti e piante, casa anche per 33 milioni di persone e 350 comunità indigene, fonte di acqua, cibo, ossigeno, medicinali ed energia, in 50 anni ha visto scomparire un quinto della sua superficie e di conseguenza alcune specie animali e risorse naturali preziose per le popolazioni locali e non.

Ogni anno scompare 1 milione e mezzo di ettari di foresta amazzonica.

E se l’Amazzonia scomparisse? Se vinisse interamente fagocitata dalla fame di progresso? Ecco, rifletti bene su cosa potremmo perdere e al fatto che non è possibile tornare indietro.

Se la deforestazione non venisse fermata entro 25 anni per l’Amazzonia sarà il ‘punto di non ritorno’, con ripercussioni negative sulla nostra vita e su quella delle altre specie.

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#EarthMonth2014: riflettere e agire per il nostro Pianeta

Come ogni anno ad aprile, per il Mese della Terra, vengono promosse iniziative e progetti a tutela dell’ambiente. Un mese per focalizzare l’attenzione sulle vecchie e nuove problematiche che affliggono il nostro pianeta e cercare di sensibilizzare sempre più persone, sempre più cuori. Ecco quelle che mi hanno colpito maggiormente:

Aveda e “La salvaguardia dell’acqua per una vita migliore”

Aveda, famoso marchio green cosmetico, è supporter di questo prezioso elemento fin dal 1999 e quest’anno, in collaborazione con il Cesvi, ong italiana presente in 26 paesi nel mondo con 145 progetti all’attivo, devolverà il ricavato della campagna per progetti idrici nella comunità di Lango in Uganda, intervento già iniziato grazie alla raccolta fondi del Mese della Terra 2013 e che prevede la ricostruzione di pozzi e fonti idriche. Aveda, inoltre, sostiene in contemporanea anche la Global Greengrants Fund, organizzazione no profit che fin dal 2007 focalizza il proprio operato su progetti idrici. In quale modo è possibile contribuire? Ad esempio donando 2 euro per ogni servizio colore prenotato nei Saloni Aveda oppure, come ogni anno, acquistando la candela Light the Way (12 euro), ormai simbolo della campagna, la cui madrina, per questo 2014, è Ellen Hidding, conduttrice tv dallo spirito green, autrice del libro “Fior fior di Idee” (interessante raccolta di tutorial per realizzare centrotavola e decorazioni con materiali poveri e riciclati).

foto ricostruzione pozzi Uganda Cesvi.

Cesvi per l’Amazzonia: preservare l’anima della foresta

Come abbiamo appena visto, i progetti a cui il Cesvi si dedica sono molti. In Amazzonia, grazie al finanziamento dell’Unione Europea e del Comune di Milano, si vogliono affermare i diritti dei nativi e dare loro la conoscenza tecnica necessaria per preservare le risorse naturali. Cesvi è, infatti, presente nella parte sud occidentale del paese, dove si registra un alta concentrazione di piante tropicali e biodiversità, per occuparsi della formazione delle comunità locali ed incentivare la partecipazione dei giovani alla gestione degli ecosistemi e per fornire il supporto tecnico alle comunità contadine nel processo di raccolta, lavorazione e commercializzazione della noce amazzonica, detta anche castagna. Proprio questo frutto è il protagonista del filmato “Una noce per l’Amazzonia”, un viaggio tra Perù e Bolivia che ripercorre le tappe di un impegno ultraventennale per lo sviluppo delle comunità indigene e lo sfruttamento sostenibile delle risorse forestali. Quando il prezzo cala a livello globale le comunità rurali, per sopravvivere, abbandonano la produzione della castagna per dedicarsi ad attività alternative (estrazione, allevamento) che hanno un impatto negativo sul suolo. Grazie al Cesvi, però, 4.300 contadini locali hanno compreso l’importanza della noce amazzonica sia dal punto di vista nutrizionale sia della sostenibilità ambientale contribuendo, così, alla salvaguardia degli ecosistemi forestali. 

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Letture green: “Fukushima e lo tsunami delle anime” di Paolo Salom

11 marzo 2011, una data che in molti non potranno dimenticare. Sono già passati 3 anni da quando in Giappone si aprì un’enorme ferita: ancora oggi si contano i danni provocati dal terremoto, dallo tsunami e dai reattori della centrale di Fukushima.

I numeri: 18.000 vittime tra morti e dispersi, un terremoto di magnitudo 9.0, più di 250.000 persone che ancora vivono in rifugi temporanei nelle zone colpite dal disastro.

In aggiunta, tutt’oggi persiste l’incubo delle acque radioattive accumulate all’interno della centrale Dai-ichi di Fukushima, un impianto che sì si è stabilizzato ma in cui vengono ancora utilizzate ingenti quantità di acqua per raffreddare le anime fuse dei 3 reattori, acqua contaminata che dai serbatoi di stoccaggio in parte finisce nell’Oceano Pacifico.

Ora c’è la probabilità che il governo approvi un nuovo progetto di politica energetica post Fukushima che prevede l’aggiunta di fonti rinnovabili e combustibili fossili, senza però abbandonare l’idea del nucleare (dagli errori/orrori non si impara mai abbastanza) perché economicamente conveniente.

Fukushima_Salom

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