Tecnologia, web e ambiente: dall’e-waste al manifesto delle 5 “R” ecosostenibili

Vi siete mai chiesti dove vanno a finire tutti i nostri acquisti tecnologici una volta dismessi? E che quando aggiorniamo il nostro profilo Facebook, guardiamo un video, effettuiamo una ricerca su Google, controlliamo e inviamo e-mail o scriviamo un nuovo post sul nostro blog  stiamo inquinando?

Ebbene si, anch’io in questo momento sto producendo anidride carbonica, veleno per il nostro pianeta.

Proprio di questo ho parlato nella mia tesi di laurea “Tecnologia, web e ambiente: dall’e-waste al manifesto delle 5 “R” ecosostenibili“.

Copertina della mia tesiIl tutto parte dal concetto di e-waste, meglio (anzi poco) conosciuto in Italia come RAEE, rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche…in poche parole sostanze nocive con cui entriamo in contatto, obsolescenza tecnologica, cumuli di apparecchiature nelle discariche, nelle nostre strade e anche nelle nostre soffitte (tutte queste apparecchiature contengono, infatti, anche materiali preziosi e rari utili da riutilizzare in nuove produzioni. Ecco perchè è importante riciclare!), smaltimento illegale nel paesi poveri.

Dato che mi sono assentata per troppo tempo dal mio blog al fine di terminare questo lavoro a cui tengo molto, voglio regalarvi l’indice e l’introduzione della mia tesi sperando sia di interesse e di stimolo per molti ;D, soprattutto per farvi capire che se da un lato la tecnologia e il web inquinano, dall’altro essi, in particolar modo internet, possono essere parte della soluzione e trasformarsi in un’arma vincente nelle mani del nostro pianeta (gli strumenti del web 2.0, dai blog ai social networks, incarnano questo prezioso asso nella manica).

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Io ho elaborato 5 “R” da perseguire, ovvero cercare di Ridurre (ad esempio preferendo una pen-drive a quintali di CD), Riusare (vendendo, donando o barattando), Riciclare (ho catalogato 4 tipi di riciclo: creativo, solidale, remunerativo, di trasformazione), Ripensare&Rifiutare certi acquisti e nostri comportamenti e, infine, Responsabilizzare noi stessi e gli altri diffondendo una coscienza ecosostenibile (attraverso blog, forum, social networks, le App, gli eco-games, …).

Tali “R” ovviamente possono subire modifiche e ampliarsi. Il mio vuole essere un incipit di stimolo per tutti coloro che hanno altro da suggerire.

In ultimo, volevo segnalarvi il video di Annie Leonard, la famosa ex attivista di Greenpeance, autrice e creatrice di molti documentari e “corti” ambientalisti come quello dedicato all’e-waste, nel quale la Leonard racconta il ciclo di vita delle apparecchiature elettroniche:

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=HYYn-b7vQhY&feature=related]

E voi cosa fate per alleggerire l’impronta ecologica del vostro PC e delle vostre azioni online?

Commenti

  1. 27 ottobre 2011 at 8:13 pm

    Ma che bello, grazie al webinar di Robin Good che hai seguito ho scoperto il tuo blog! Subito nel Google Reader! 🙂

  2. 27 ottobre 2011 at 8:25 pm

    Grazie Donata ;D
    Oltre a reperire informazioni utili (bellissimo webinar tenuto da Robin Good) si possono conoscere persone altrettanto interessanti! Anch’io ho scoperto volontari per lo sviluppo! Mi scuso per non averlo conosciuto prima!
    Mi fa piacere che sei passata di qua! Vi seguo già su twitter ;D

  3. 27 ottobre 2011 at 8:50 pm

    Grande Elena!!
    lo leggerò senz’altro, perchè è davvero interessante.
    io, grazie alla mia tesi che sto ancora elaborando, mi sto facendo una cultura sulle bioplastiche.
    che a volte lo studio serve!! 😉

  4. 28 ottobre 2011 at 6:34 pm

    Ti ringrazio Roberta!!! Eh eh si serve! E’ proprio per questo che ho scelto questo argomento! Mi interessa molto e spero possa essere uno spunto di riflessione per tutti. Allora se ho dei dubbi sulle bioplastiche chiederò a te 😉

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