Katharine Hamnett, Coop e la moda solidale

Quando lo stile ha la forza delle idee, anche l’etica ha la propria estetica

Spesso e volentieri utilizzo i prodotti Coop, dai detersivi alla spina al tonno in scatola, ma soprattutto quelli della linea “Vivi verde” (la brocca e filtri per depurare l’acqua del rubinetto, i fazzoletti di carta riciclata, …) perché sono eco-friendly e hanno prezzi accessibili.

La novità è che d’ora in poi sarà possibile acquistare in questi supermercati, sotto il marchio “Solidal Coop“, anche la linea primavera-estate “Vesto Solidal“, una linea etica e sostenibile della stilista Katharine Hamnett, già conosciuta per essere la pioniera della moda eco e solidale, per essere stata ribattezzata come la “Queen of Green” dal Vogue britannico e soprattutto per l’impegno e la partecipazione sociale dimostrata negli anni (proprio lei lanciò la tendenza di esprimere il proprio pensiero sfruttando l’abbigliamento: nel 1984 incontrò Margaret Thatcher indossando la t-shirt “58% DON’T WANT PERSHING”).

Magliette, abiti, leggings, shorts, pantaloni e molto altro, per uomo, donna e bambino, totalmente in cotone biologico proveniente dall’India, coltivato nel rispetto dell’ambiente (niente pesticidi e fertilizzanti chimici) e certificato Fairtrade, marchio che garantisce adeguate remunerazioni, migliori condizioni di vita e l’applicazione dei diritti dei coltivatori locali.

Le stesse t-shirt si trasformano in strumenti per comunicare e diffondere slogan, anzi idee, ben mirati: “Together it is possible”, “Save the future”, “Stop and think”, “Knowledge is power”, …

Questo è solo il primo passo fatto dalla nuova linea di abbigliamento equo e solidale. Sono previste, infatti, altre collezioni, ovviamente per l’autunno e inverno che verrà. Capi semplici ed economicamente alla portata di tutti: i prezzi partono dai 9 euro fino a raggiungere un massimo di 20 euro.

Commenti

  1. topogina
    Rispondi
    13 marzo 2012 at 1:04 am

    Ciao Madreterra. Bel post, davvero. Anch’io compro molto spesso i prodotti Coop “Vivi Verde” ma la signora Hamnett non la conoscevo. Quindi grazie, approfondiro’.

    Ho un pensierino per te. Passa a ritirarlo. http://cecrisicecrisi.blogspot.com/2012/03/beccati-sto-premio.html

    Salutoni.
    Topogina

  2. 14 marzo 2012 at 12:19 pm

    Ciao Topogina! Eh eh direi che questa è proprio una bella novità in casa Coop. Non sono ancora andata a vedere direttamente i capi ma ben presto lo farò. Dalle immagini direi che sono proprio dei bei vestiti. In fondo, come dice Katharine, l’etica può avere anche una bella estetica 😉 che è ancora più accentuata se c’è un messaggio importante dietro.
    Grazie per il regalo!!! Ne sono molto onorata…sono tra i blog affidabili 😉 uao!!!
    Un abbraccio!

  3. Chiara
    Rispondi
    18 giugno 2012 at 10:09 am

    È proprio una bella idea! Peccato che in molte coop questi prodotti non siano venduti! E dire che abito a Bologna! Io ne sono venuta a conoscenza solo qualche gg fa e nelle coop che ho “visitato”nemmeno l ombra!

    È necessario che siano iper coop? Forse x quello…

    Grazie!

  4. 19 giugno 2012 at 12:19 am

    Ciao Chiara! Sinceramente non so se vengono distribuiti solo negli ipercoop. Però, in effetti, anche nella mia città questa linea la vendono solo nell’iper (l’altra Coop dove vado è più piccola e non ha neanche il reparto abiti). Mi sembra proprio strano che in una città come Bologna non li abbiano. Un vero peccato perché secondo me avrebbero molto successo! Io per ora ho comprato un vestito e i leggins e mi ci trovo benissimo! Una linea davvero ben fatta! Oltre che solidal! Magari prova a dare un’occhiata sul sito della coop! Fammi sapere se riesci a trovarli!

  5. Chiara
    Rispondi
    26 giugno 2012 at 5:23 pm

    Grazie Elena, gentilissima!
    In questi giorni sono stata alla coop del meraville (che è molto grande) e nemmeno li nada… Sul sito vestosolidal non dicono nemmeno quali siano le coop che aderiscono. Peccato!

  6. 26 giugno 2012 at 10:59 pm

    Ciao Chiara! Mi spiace un sacco! Sinceramente non capisco perché non li vendano. E’ anche controproducente per loro. E’ una linea valida ed economicamente alla portata di tutti … ma poi se non la vendono! Spero sia solo questione di tempo (non bisogna perdere la speranza ;)) e che al più presto rimedino! Se il supermercato avesse un indirizzo e-mail, io scriverei chiedendo informazioni…magari si “svegliano”!

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