Acqua del rubinetto: più sicura ed ecologica #smuoviamoleacque

#SmuoviamoLeAcque campagna di sensibilizzazione all'uso dell'acqua di rubinetto

L’acqua in bottiglia è il simbolo principe della plastica usa e getta e l’Italia è il Paese in Europa (3° nel mondo dopo Messico e Thailandia) per consumo di acqua imbottigliata. Un mercato che coinvolge, solo nel nostro paese, 260 marchi che commercializzano circa 8 miliardi di bottiglie ogni anno necessarie per garantire il consumo pro-capite italiano (fonte Censis).

Perché siamo così legati all’utilizzo dell’acqua in bottiglia? Erroneamente crediamo che sia più pulita, sicura e che abbia un gusto migliore rispetto a quella del rubinetto. Ma la realtà dei fatti è che negli anni siamo stati portati a pensare a questo. In più, spesso, ci focalizziamo solo sul contenuto (acqua) e ci dimentichiamo di tutto il resto (il contenitore e il suo impatto).

Quanto inquina l’acqua in bottiglia?

Sicuramente gli effetti negativi derivati da un consumo massiccio di acqua in bottiglia sono elevati e riguardano principalmente: il packaging, il trasporto su gomma, lo scarso riciclo/riciclabilità.

Le bottiglie in commercio generalmente sono per l’80% di plastica (nello specifico di PET) mentre il restante 20% sono di vetro (materiale sicuramente più ecologico perché può essere riciclato molte più volte). La maggior parte delle plastiche impiegate per realizzare le bottiglie derivano da materie prime fossili (e per produrle sono necessari litri di acqua e petrolio) e non sono biodegradabili (hanno una vita media di 1000 anni).

Un altro fattore importante è l’inquinamento prodotto dal trasporto. La commercializzazione dell’acqua in bottiglia nel nostro paese avviene principalmente su strada, quindi per arrivare sugli scaffali dei supermercati e nelle nostre case le bottiglie vengono trasportate su camion per tutta la penisola. Ecco quindi che si consuma carburante e si producono emissioni di CO2.

La plastica è anche la tipologia di rifiuto più disperso nei nostri ecosistemi. Nelle spiagge, negli oceani, nei boschi e nei fiumi possiamo trovare grandissime quantità di bottiglie, tappi e sacchetti. E chissà quello che non vediamo ma che si trova in fondo al mare! La buona pratica della raccolta differenziata è sempre più diffusa, vuoi perché si è obbligati dai Comuni o per senso civico, ma purtroppo c’è ancora chi non la fa correttamente nonostante tutto e visto che i prodotti usa e getta negli anni sono entrati largamente a far parte delle nostre vite, ecco spiegato il motivo per cui la plastica è il rifiuto più abbandonato di sempre (su 4 bottiglie consumate solo 1 viene riciclata correttamente). Questo arreca un danno enorme ad animali, piante, terreni e a noi stessi. Sapete che le bottiglie sono progettate per essere utilizzate una sola volta? Ebbene si, perché esiste il rischio di contaminazione biologica.

L’acqua del rubinetto è buona?

L’Istituto di Ricerca sulle Acque del CNR ha affermato che l’Italia è 5° in Europa per bontà e qualità dell’acqua di rubinetto. I motivi per privilegiarla, inoltre, sono tanti: costa meno, non ha scadenza, è a Km0, a portata di mano, sempre fresca (non subisce sbalzi termici dovuti al trasporto e stoccaggio) ma soprattutto è più controllata. L’acqua pubblica italiana, infatti, deve sottostare a normative molto rigide quindi viene sottoposta a continue analisi da parte delle ASL e delle società che gestiscono gli acquedotti.

Allora perché spendere soldi in più per bere un’acqua contenuta in confezioni inquinanti e che hanno macinato km quando possiamo aprire semplicemente il rubinetto di casa nostra? A volte sento dire “Eh ma ha un gusto strano, sa di cloro o di tubatura”, “Ho paura che faccia male ai reni, c’è troppo calcare” e così via. Spesso ci facciamo influenzare dalle fake news che girano sull’argomento. Per coloro che sono più titubanti esistono delle soluzioni più “visibili” ai nostri occhi come gli apparecchi domestici di trattamento e depurazione o le caraffe filtranti. E quando si esce di casa basta utilizzare la propria borraccia, molto più ecologica!

La fortuna di avere l’acqua potabile: la campagna #smuoviamoleacque

L’acqua potabile a cui abbiamo accesso direttamente dalle nostre case è un lusso che non tutti nel mondo possono vantare. Allora perché non approfittarne, perché acquistarla (e quindi pagarla di più) al supermercato (utilizzando un mezzo di trasporto per andarla a prendere), perché fare la fatica di sollevarla e trainarla per poi occuparsi anche dello smaltimento della confezione e della bottiglia? E’ proprio vero il proverbio che “chi ha i denti non ha pane, e chi ha pane non ha i denti”. La campagna “Smuoviamo le acque, promossa da Aqua Italia, vuol proprio sensibilizzare i cittadini all’uso dell’acqua del rubinetto, un’acqua che deve seguire per legge determinati criteri e parametri di qualità, quindi sicura.

#smuoviamoleacque e facciamo una scelta consapevole per noi e per il nostro Pianeta: non abbiamo realmente bisogno della bottiglia di plastica, negli anni il suo utilizzo è diventato un gesto abitudinario e ora è tempo di abbandonarlo. Le alternative esistono, sta a noi adottarle!

Fonti:

– Legambiente e Altraeconomia – Dossier acque in bottiglia 2018: https://www.legambiente.it/wp-content/uploads/dossier-acque_in_bottiglia_2018.pdf

– Europarlamento: http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/society/20181011STO15887/acqua-potabile-nell-unione-europea-migliori-qualita-e-accesso

– Ansa: http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/acqua/2018/05/20/acqua-potabile-italia-al-5o-posto-in-europa-per-qualita_d0a6b259-6a70-40a3-ad7d-62042c31515e.html

Articolo scritto in collaborazione con Associazione Aqua Italia

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